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Non più motore di ricerca, ma sempre fonte di risposte.

Questo l’obiettivo di Google: avvicinarsi sempre di più a questa funzione così da diventare competitor di un enorme numero di siti e su settori di business inimmaginabili fino a poco fa. Secondo una recente indagine oltre la metà delle ricerche su Google da mobile e quasi il 35% da desktop si è conclusa senza che l’utente abbia poi visitato altri contenuti. Questo perché Google fornisce già per tantissimi argomenti la risposta alla ricerca dell’utente prima ancora di mostrare i siti web che ne parlano, i risultati della ricerca su Google per l’appunto.

Brandizzare la ricerca.

La tendenza è un costante calo del traffico organico a fronte di un aumento di ricerche che si completano su annunci pubblicitari o con nessun clic. In entrambi i casi quindi è direttamente Google che in maniera ancora più “prepotente” decide cosa far vedere e quando.

Solo a settembre 2019 “il 7,5% di tutte le ricerche ha portato a un clic su una proprietà Alphabet“, ovvero la holding che controlla Google e le altre aziende collegate. Quindi, già oggi “Google è il principale beneficiario della Ricerca su Google, perché nessun altro sito si avvicina a quel dato del 7,5%”, emerge dall’indagine, neanche Aranzulla arriva a tanto (eh eh eh)!